Home Page > Province > Varese > La sponda lombarda del lago Maggiore Venerdi, 12 Marzo 2010 
 LETTURA
 in moto
 giorni della memoria
 a tavola
 avvenimenti
 vita in Lombardia
 momenti storici
 viaggi e scoperte
 ambiente
 arte
 interviste
 personaggi
 non solo Lombardia
 editoriali
 leggende e miti
 ENOGASTRONOMIA
 diVino lombardo
 produttori diVini
 consorzi vitivinicoli
 chiacchiere e ...
 FORMAZIONE
 SALUTE E BENESSERE
 terme
 fonti
 MUSICA E LOCALI
 recensioni
 locali
 LOMBARDIA
 cenni storici
 fiumi e Laghi
 diamo i numeri
 PROVINCE LOMBARDE
 STRUTTURE
 SERVIZI UTILI
 INTERATTIVO
 mailing list
 AZIENDE LOMBARDE
 VARIE
 RICERCA AVANZATA
La sponda lombarda del lago Maggiore

Gli elementi che più caratterizzano la sponda lombarda del lago Maggiore sono le tracce che ricordano la storia passata: i reperti preistorici, protostorici e romani di cui tutto il territorio è ricco (la civiltà del Ferro in Lombardia prende addirittura nome da Golasecca, l'abitato a 3.5 km a sud di Sesto Calende dove si trova uno dei maggiori campi di scavo) e i numerosi monumenti medievali che tuttora vi sorgono. L'Ottocento vi ha aggiunto le tracce dell'industrializzazione, numerose a Laveno e nei dintorni ma rintracciabili anche in vari edifici d'archeologia industriale - fornaci soprattutto - disseminati più a sud, intorno a lspra: una vocazione che ha trovato conferma anche nella localizzazione a lspra, nel 1961, del Centro Studi Nucleari (CCR) dell'Euratom.

Sesto Calende
Antico borgo posto all'uscita del Ticino dal lago - un "castrum de Sexto" è ricordato già nell'XI secolo - il centro ha visto aumentare fortemente la  sua importanza con lo sviluppo delle ferrovie, di cui è un importante nodo di traffico. Qui infatti la ferrovia del Sempione - che scavalca il fiume con un ponte in ferro a due piani a travature reticolari, rifatto dopo la seconda guerra mondiale sul modello dell'originale del 1882 - s'incontra con la linea che attraverso Luino porta al Gottardo. Lo sviluppo degli ultimi decenni ha snaturato l'antico centro storico - con la parziale eccezione del lungolago - dove l'unica presenza interessante è il Museo civico archeologico, che racchiude una buona campionatura di materiali (tra cui un collane di conchiglie fossili, vasi di ceramica della cultura di Canegrate e della cultura Protogolasecca dell'età del bronzo, i corredi delle tombe di Sesto tra le quali spicca la "Tomba del Tripodo") della cultura di Golasecca, la civiltà dell'età del Ferro (IX-V secolo a.C.) fiorita nel territorio circostante.
A nord di Sesto Calende, sulla destra della vecchia strada per Taino, è ancora visibile la badia di S. Donato, parte di un'abbazia benedettina sorta in luogo nel IX secolo (probabilmente su una costruzione preesistente), ch'è una delle costruzioni più antiche di tutto il lago. La parte  esterno, in gran parte romanica (secoli XI-XII), incorpora il nartece a pietre policrome e alcune altre parti minori della costruzione più antica con, a fianco, un campanile del XII secolo. L'interno del battistero è arricchito da numerosi affreschi quattro-cinquecenteschi (Madonna del Latte, Madonna dei Limoni e l'ultima cena). Antichissima è la chiesetta di San Vincenzo vicino alla quale si trova il "sass de Preja Buja", un grande masso con numerosi fori praticati in epopca preistorica.
Lungo la riva del lago Maggiore, tra Sesto Calende e Angera, in località Lisanza, s'innalza un'altura isolata, una naturale postazione difensiva fin dal XII secolo coronata da un castello, rinforzato poi nel Quattrocento con una torre tuttora esistente e di notevole interesse, per quanto abbandonata.

la sponda continua ...

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
 Stampa questa pagina  Invia questa pagina ad un amico
 
 
Lombardia in Rete è una pubblicazione C&C - P.Iva 13327360155 - © - Tutti i diritti riservati
Direttore:
- - Project Leader Advertising: