Home Page > Province > Varese > Da Varese a Luino Venerdi, 3 Settembre 2010 
 LETTURA
 in moto
 giorni della memoria
 a tavola
 avvenimenti
 vita in Lombardia
 momenti storici
 viaggi e scoperte
 ambiente
 arte
 interviste
 personaggi
 non solo Lombardia
 editoriali
 leggende e miti
 ENOGASTRONOMIA
 diVino lombardo
 produttori diVini
 consorzi vitivinicoli
 chiacchiere e ...
 FORMAZIONE
 SALUTE E BENESSERE
 terme
 fonti
 MUSICA E LOCALI
 recensioni
 locali
 LOMBARDIA
 cenni storici
 fiumi e Laghi
 diamo i numeri
 PROVINCE LOMBARDE
 STRUTTURE
 SERVIZI UTILI
 INTERATTIVO
 mailing list
 AZIENDE LOMBARDE
 VARIE
 RICERCA AVANZATA
Da Varese a Luino

Arcumeggia
Questo piccolo paese, arroccato sulle pendici del monte Nudo, vanta un'origine addirittura romana (il suo nome deriverebbe da "Arcumedia", a mezza valle). Ma la sua notorietà inizia nel 1956, allorché l'EPT di Varese invitò alcuni celebri pittori contemporanei ad affrescare i muri esterni delle case dell'antico abitato. L'iniziativa venne ripetuta negli anni successivi (1958-65), con la pittura delle 14 cappelline della Via Crucis.
Arcumeggia si è così trovata ad avere una spettacolare galleria d'arte moderna "dal vivo", con opere di Aldo Carpi, Gianni Dova, Achille Funi, Francesco Menzio, Giuseppe Migneco, Sante Monachesi, Bruno Saetti, Aligi Sassu, Fiorenzo Tomea, Gianfilippo Usellini e altri esponenti delle correnti pittoriche italiane di quegli anni.

Luino
Centro di notevole importanza, con una spiccata vocazione turistica (già nel 1885 veniva costruita la ferrovia a scartamento ridotto tra Luino e Ponte Tresa, parte di una "asta" turistica internazionale collegante il Verbano con il Ceresio e con il Lario) che si abbina a una tradizionale vocazione commerciale (testimoniata dall'antichità del mercato, nato da una concessione imperiale del 1541) e manifatturiera (grazie all'energia idraulica fornita dal Tresa). L'abitato originario era situato a mezza costa, parallelo al lago; a questo nucleo si aggiunsero poi il lungolago e la parte moderna verso sud.
Sul lungolago sorge la chiesa della Madonna del Carmine, di fondazione quattrocentesca (con begli affreschi del XVI secolo nella 1" cappella a sinistra e tracce di pitture del XV secolo nella 2° cappella a sinistra); sulla piazza della Libertà prospettano decorosi palazzi barocchetti e neoclassici. All'intemo del vecchio borgo - che ha mantenuto nelle stradine strette e contorte e nelle case addossate l'una all'altra le caratteristiche originarie - si trova l'antica parrocchiale di S. Pietro, ricostruita nel 1668 attorno a un precedente edificio, di cui furono conservati gli affreschi (tra cui un'Adorazione dei Magi attribuita a Bernardino Lumi).

A sud di Luino si possono visitare il vivace borgo di Porto Valtravaglia e la località turistica di Caldè (m 200), con un frequentatissimo porticciolo all'ombra dell'alto promontorio su cui sorgeva la rocca viscontea demolita nei 1513 dagli svizzeri.

Da Luino ci si può spingere verso nord a Maccagno, antico borgo dotato di ampie prerogative feudali, tra cui la facoltà di battere moneta (vi esiste tuttora, restaurato, il fabbricato della zecca, del 1622). Altra presenza che ricorda il passato feudale è la poderosa torre che s'innalza dall'alto di una rupe.

Numerose anche le possibilità di escursioni sui monti retrostanti.Tra queste interessante è quella a Curiglia e Monteviasco (a circa 20 km). Si sale da Luino a Dumenza e poi, attraverso una strada a mezza costa (impervia ma fascinosa per l'asprezza e la maestosità del paesaggio), si risale la val Veddasca fino a Curiglia. Da qui si può salire a piedi verso la stazione preistorica dell'Alpone di Curiglia, con il masso delle Croci (cosiddetto per le 25 croci preistoriche lì incise nell'età del Ferro) o proseguire fino al ponte di Piero e, attraverso una gradinata scavata nella roccia, arrivare a Monteviasco, un antico abitato rurale, oggi quasi abbandonato, dove sopravvive intatta l'antica architettura locale -in pietra a scaglie sovrapposte a secco o legate con poca calce, con copertura in piode - caratteristicamente disposta sulle "pianelle", cioè sui terrazzamenti morenici del monte. E una faticosa, ma tonificante immersione nel nostro recente passato, effettuata in un paesaggio silenzioso e altamente suggestivo.

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
 Stampa questa pagina  Invia questa pagina ad un amico
 
 
Lombardia in Rete è una pubblicazione on line - © - Tutti i diritti riservati
Direttore:
- - Project Leader Advertising: